sabato, gennaio 12, 2008

Panun... il panettone valtellinese

Per Natale i miei bambini hanno portato a casa un regalo davvero originale. Quel vulcano della maestra Giuliana, che da anni si batte per la valorizzazione delle tradizioni locali, gli ha insegnato a fare nientepopodimeno che il panun, vale a dire il panettone valtellinese. I bambini si sono divertiti un mondo ad impastare e cuocere quello che un tempo era il tipico dolce di Natale di Sondrio, e soprattutto hanno fatto tutto (o quasi) di nascosto per farci una vera sorpresa.

Per 6 panettoni medi o 8 piccoli servono mezzo chilo di farina bianca, 1 chilo di gheriglio di noci, 2 etti e mezzo di fichi secchi, 2 etti e mezzo di uvetta, 2 uova, 2 etti di zucchero 1 etto e mezzo di burro, 1 bustina di lievito, un cucchiaio di grappa (della Valtellina mi raccomando), un pizzico di sale e latte, anche questo delle nostre vacche di montagna.

Bisogna impastare come per una frolla la farina con lo zucchero, il burro, il lievito, le uova, la grappa e il sale aiutandosi se è il caso (o "se caso" come dicono in dialetto da queste parti) con un po' di latte. Poi, dopo aver triturato le noci e tagliato i fichi a pezzettini, si dispone sul tavolo questa frutta e l'uvetta che prima è stata messa a bagno in acqua, e la si spruzza con un po' di latte. Con santa pazienza si incorpora la frutta nella pasta, quindi si dà una forma allungata al panettone, lo si spennella con tuorlo d'uovo e lo si inforna a 170° per un'ora e un quarto. In caso di dubbi basta chiedere ai bambini!

1 commento:

Bosina ha detto...

Carissima, è una ricetta preziosa e soprattutto conferma anche nel nome che il panettone come dolce di Natale era proprio un "pan grand", come si dice da noi. Grazie di cuore.