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venerdì, maggio 04, 2012

Emigrazione in Australia

L'occasione di riprendere a parlare sul blog mi viene data da un recentissimo saggio di Flavio Lucchesi "Italiani d'Australia" presentato nello scorso dicebre a Sondrio e in febbraio a Melbourne e Perth.
Si tratta di uno studio accuratissimo, scritto con la leggerezza di un romanzo, che analizza l'emigrazione valtellinese nel nuovissimo continente dalla metà dell'Ottocento agli anni Sessanta del secolo scorso.
Il fenomeno migratorio viene analizzato da diversi punti di vista: l'Archivio storico e l'Anagrafe di uno dei paesi che maggiormente contribuirono a questa persistente ondata migratoria, vale a dire Tirano; gli Archivi Australiani, i Registri Navali, i periodici locali e tante storie dal basso ... storie di successo e non.
Ad esempio quella di Carla Zampatti, la grande stilista australiana di origine valtellinese, ma anche tante storie di vite comuni (vedi per esempio quella di Ersilia Maffina).

Alcune curiosità che sfatano tanti luoghi comuni sugli emigranti: per la stragrande maggioranza non si trattava di persone che non avevano nulla da perdere, ma di piccoli proprietari che andavano in cerca di un lavoro temporaneo che consentisse loro di migliorare la propria posizione sociale in patria, comprando un'alpe o una nuova vigna o ristrutturando la casa avita. Tutti sapevano leggere e scrivere, anche le donne, ma nessuno conosceva l'inglese.

Bello leggere anche i questionari alla fine del libro. Nostalgia per la Valtellina da parte degli emigranti di prima generazione, ma soddisfazione per la posizione sociale raggiunta. Più ambivalenti le risposte delle seconde e terze generazioni: in ogni caso everybody are more then happy to be Australian!

venerdì, ottobre 03, 2008

La sagra della mela e dell'uva. Il confine della speranza

Sempre restando in tema di sagre voglio segnalare un'iniziativa un po' particolare che esula dal solito turismo gastronomico e ci fa fermare un momento a riflettere. Quest'anno nell'ambito della Sagra della mela e dell'uva di Villa di Tirano ci sarà un momento dedicato alla Shoa. Infatti lungo i sentieri del tiranese nel corso della Seconda Guerra mondiale sono riusciti a scappare in Svizzera alcune centinaia di ebrei. Qualcuno però non ce l'ha fatta e ha trovato la morte sulle nostre montagne o nei campi di concentramento.

La professoressa Fausta Messa, dell' Istituto Storico per la Resistenza di Sondrio, ha studiato e raccolto la documentazione su questi percorsi e sabato 11 settembre alle ore 9.30 ci sarà modo di ascoltare gli ultimi testimoni di questo pezzo della storia di casa nostra, tra cui anche una persona che ha rischiato la propria vita per "traghettare" nella vicina Svizzera gli ebrei perseguitati. Insomma un'occasione per recuperare la nostra "memoria" e per rivisitare la nostra storia recente tra il rosso e il giallo delle mele.