La tèra perduda: poesie su S.Antonio Morignone
Ho avuto modo pochi giorni fa di parlare al telefono con don Remo Bracchi, e di ricevere poco dopo un’email toccante: queste poesie sono state scritte per non dimenticare, perché venga conservata e trasmessa la memoria di un disastro in cui c’è gente che ha perso molto e qualcuno che ha perso tutto. Quindi ben vengano iniziative che ricordino ai giovani quello che successe, che trasmettano la memoria della tragedia.
Qualche sera fa, parlando su ICQ con l’amica di Cepina che mi aveva prestato il libro per il lavoro che stiamo facendo, mi sono davvero commossa sentendola ricordare l’amica Raffaella, che assieme ai marcin de Culïon (i bambini di Aquilone), è stata sepolta dalla frana a soli 20 anni. E anche sentirle raccontare il panico della notte dell’alluvione: “non ho mai avuto così paura in vita mia”. No, non è giusto dimenticare.
Etichette: alluvione della valtellina, bormio

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